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Prince
Architonic ID: 20153792
Anno di Lancio: 2019
Prince: erede al trono o il musicista che è stato pioniere del multi-strumentalismo e della fusione di generi musicali? Prince di Giuseppe Viganò è senza dubbio l'erede di un grande design. Basta un solo sguardo per capire come dovrebbe essere un tavolo da pranzo: un luogo autentico dove incontrarsi, parlare, mangiare e condividere momenti unici nel tempo. La base, imponente e raffinata, si distingue per un'estetica articolata, unicum con l'intero progetto. Dal punto di vista formale ricorda il focolare, agorà di incontri e dialoghi. Autentico inno alla convivialità e dichiarazione di social living, Prince annulla ogni distanza con gli ospiti e fa di ognuno il benvenuto.
Concetto
Il tavolo Prince di Giuseppe Viganò si presenta come un complemento dal design importante, elegante e raffinato. E' sapientemente impreziosito dalla base in metallo, disponibile in varie finiture, che ricorda molto il classico focolare, sinonimo di incontro e di dialogo. Allo stesso modo Prince vuole essere un luogo di pace, dove rilassarsi, mangiare, bere e conversare in compagnia durante una piacevole serata, sia che questa possa svolgersi in famiglia o con degli amici. Prince è un erede di stile, design ed al tempo stesso il perfetto tavolo da pranzo.
Questo prodotto appartiene alla collezione:
Base metallo, Metallo, Piano legno derivato, Legno

Italy
Giuseppe Viganò inizia la sua carriera nel campo dell’interior designer lavorando per prestigiosi showroom della Brianza. Le sue capacità lo portano a diventare art-director e a occuparsi dell’organizzazione di punti venditi, di selezione prodotti, di allestimenti fino alla gestione del personale. Proprio grazie a questa esperienza Giuseppe Viganò ha modo di comprendere gusti, esigenze e richieste dei clienti e così definire una propria idea di design. Nel 1988 inizia a lavorare in proprio e nel 2012 apre lo Studio Viganò a Lissone, in provincia di Monza-Brianza. Viganò spazia nei campi della progettazione non limitando la sua attività al solo disegno dei prodotti di arredo, ma declinando interessi dal concept alla comunicazione, dagli allestimenti temporanei alla progettazione d’interni. Dalle prime esperienze lavorative Viganò trae la capacità di osservare e trovare ispirazione da ciò che lo circonda; in un’intervista afferma: “Tutto ciò che mi colpisce è in qualche modo una fonte di ispirazione per me. Ogni forma d’arte è inclusa in questo: dall’architettura alla letteratura, dalla moda alla musica. Dopotutto, non è il progetto un atto di poesia?”. Giuseppe Viganò, appassionato di arti visive, vede nell’uso di nuovi materiali un’opportunità, un momento di conoscenza e di indagine creativa. Secondo Viganò un buon progetto d’industrial design deve basarsi su tre principi: sull’idea di affinità, ovvero l’oggetto deve rispecchiare la personalità dell’acquirente; sull’impiego, dove l’oggetto deve incontrare le necessità di chi lo utilizza e deve essere disegnato per dare una risposta; sul costo, che deve essere coerente con quanto proposto. Il suo stile può definirsi eclettico sempre attento al mutare della società e a favorire le esigenze del contemporaneo. In quest’ottica guida il proprio team nella ricerca di una risposta formale e funzionale ai bisogni collettivi realizzando oggetti e ambienti eleganti mai convenzionali. Numerose sono le collaborazioni all’attivo, sia nell’ambito degli allestimenti (che lo vedono spesso protagonista al Salone del Mobile di Milano), sia nella realizzazione di prodotti; tra i brand con cui lavora si segnalano: Poliform, Arflex, Bonacina Pierantonio, Bonaldo, Visionnaire, Arketipo, CIA International, Cogliati & Cogliati, Confalonieri, Matteo Grassi, Emmemobili, Estel, F.lli Longhi, Frighetto, Gamma International, Horus, Ivano Redaelli, Lema, Minotti, Misuraemme, Porada, Saba Italia, Rivolta e la pelle, Tappeti Artexa, Tisettanta, Turri, LiuJo Living Collection, YDF, Reflex, Twils, MEMEDESIGN, Morelato. La seduta Ellipses progettata per Bonacina Pierantonio è stata segnalata per partecipare alla selezione per l'ADI INDEX 2010, per il Premio Compasso d'Oro ADI.